COUNSELING
Cosideriamo il “counseling” una tecnica psicologica che si realizza in un rapporto nel quale una persona (ma anche una coppia di genitori) che, dovendo affrontare un problema di natura psicologica, per diversi motivi, non riesce a risolverlo con mezzi propri. Si rivolge allora ad un “esperto” che, per la sua preparazione professionale e/o esperienza, può favorire il chiarimento di questo problema e la riduzione del suo impatto emotivo in un contesto o in una persona.
Il rapporto di counseling è limitato nel tempo e relativo ad uno problema ben specificato, e - a seconda dei casi - può assumere diverse configurazioni.
Ad es. i genitori possono avere difficoltà a comprendere alterazioni del comportamento dei propri figli come segnali di un disagio transitorio, imputabili talvolta alle trasformazioni della crescita fisiologica, o ad un generalizzato malessere psicologico.
Essi possono perciò consultare un esperto in problematiche dell’età evolutiva (cfr. anche “consultazione”).
Nel corso di questi colloqui
- il terapeuta ascolta i genitori, dando loro la possibilità di poter esprimere le loro opinioni riguardo il problema che ha motivato il counseling
- viene di solito costruita una relazione con loro, con l’obiettivo di affrontare le difficoltà, organizzandone la riduzione
- grazie ad una maggior conoscenza del problema diventano più chiare le dinamiche sottostanti. Questo permette di affrontarle meglio, cercando anche di realizzare piccole soluzioni concrete che spesso vengono trovate insieme.
Spesso questo “esercizio” di riflessione comune, oltre al raggiungimento dei risultati parziali, conseguiti di volta in volta, sviluppa le intuizioni necessarie a favorire cambiamenti.
Il counseling si conclude di comune accordo, quando il problema che l’ha motivato può essere stato parzialmente risolto, o si sono riscontrate significative modalità per “convivere” con il problema stesso.