SUPERVISIONE PSICOPEDAGOGICA

Rivolta a professionisti che si trovino ad operare nel campo della pedagogia, della psicologia diagnostica o delle scienze cognitive, che si trovino ad affrontare sul lavoro problemi connessi alle loro professioni.

Necessità

Il marcato cambiamento del concetto di solidarietà avvenuto negli ultimi decenni del millennio e le accelerate trasformazioni delle politiche sociali ad esso conseguenti, hanno determinato, nelle istituzioni scolastiche e non scolastiche a contatto con il disagio e la disabilità, livelli di ansietà e angoscia che richiedono a chi vi lavora, o a chi deve dirigere o coordinare interventi, una flessibilità che a volte deve concretarsi:

  • nel risolvere problemi vecchi e nuovi tipici della propria professione
  • nell'inventare soluzioni o ruoli professionali, che consentano un’ organizzazione dell'istituzione tale da garantire la realizzazione degli scopi per cui è nata.
  • nel tollerare incertezze ed emergenze emotive stressanti

In questo senso, pedagogisti e/o psicologi esperti anche in problematiche educative e/o della comunicazione e delle relazioni, sono spesso chiamati a compiti di formazione o di supervisione.

Il supervisore è un professionista, considerato esperto nella disciplina di sua competenza, che ne possiede una vasta visione teorica e pratica. Egli, senza detenere nessun potere di tipo decisionale conferitogli istituzionalmente, facilita apprendimenti a chi gli si rivolge, perchè non possiede ancora una visione complessiva dei problemi, a causa della propria inesperienza, o vuole confrontare con altri esperienze particolarmente complesse.

In questo modo il supervisore, oltre a trasmettere un sapere tipico della sua professione, ed una conoscenza degli strumenti caratteristici, costruisce direttamente una sicurezza professionale, ed indirettamente anche le qualità emotive necessarie alla pratica nelle relazioni d’aiuto.

I tipi di supervisione che finora sono stati realizzati dal centro sono:

  • trasmissione monitorata di informazioni circa gli strumenti e le tecniche necessarie all’osservazione psicologica
  • valutazione di "casi clinici" riferiti, in funzione
    • di una più precisa comprensione del loro assetto di personalità
    • di un’individuazione degli interventi a loro favore, in presenza o meno di un progetto istituzionale
  • ascolto sistematico (individuale o di gruppo) di operatori coinvolti in compiti educativi particolarmente difficili per un confronto circa gli interventi attuati, da attuare o da ottimizzare
  • condivisione guidata dal supervisore, all’interno di gruppi di operatori (insegnanti di sostegno, logopedisti, educatori professionali), riguardo problemi emergenti nella conduzione del proprio lavoro, allo scopo di confrontare nel gruppo esperienze professionali parallele, migliorandole.

Su richiesta di istituzioni esterne, professionisti del COSPES si sono recati con sistematicità in loco per realizzare supervisioni istituzionali su problemi esplicitati con chiarezza dai diretti responsabili, sotto forma di obiettivi da raggiungere.

A chi si rivolge

I professionisti che finora hanno richiesto supervisioni mirate ad affrontare i problemi riferiti sono:

  • psicologi implicati in compiti di natura psicodiagnostica dell’età evolutiva e alla stesura di quanto osservato
  • psicologi e/o operanti in servizi per l’età evolutiva, con il compito di stendere profili dinamico funzionali, mantenere contatti con servizi minorili
  • pedagogisti addetti alla formazione di operatori in istituzioni (comunità familiari, C.S.E., istituti ecc.) o alla professionalizzazione del volontariato
  • educatori professionali operanti in istituzioni a favore dell’handicap o del disagio in età evolutiva
  • insegnanti di sostegno impegnati all’attuazione di piani educativi individualizzati e al miglioramento della relazione educativa